… devo dire che a me servirebbero delle risposte per cambiarmi la vita, non delle domande… di domande sono pieno zeppo! ma forse non ho letto con sufficiente attenzione il libro e magari l’autore mi farà una tiratina d’orecchi per non averne colto l’essenza.
Scherzi a parte, è un libro che si legge molto scorrevolmente, e che è probabile che debba essere letto più di una volta per una migliore maturazione dei concetti che vi sono espressi. concetti a volte piuttosto ovvi, altre volte decisamente innovativi.
Forse la caratteristica essenziale risiede nel fatto che l’autore chiama le cose col proprio nome e non si preoccupa di mettere in evidenza errori e cattivi comportamenti altrui quando deve esaminarne le conseguenze e suggerire le relative correzioni.
E’ statisticamente provato che gli studenti italiani hanno una competenza matematica da terzo mondo.
E purtroppo la mia esperienza personale conferma queste rilevazioni statistiche.
La scuola tra l’altro mette in campo molte risorse per porre rimedio a tale situazione. Oltre ai corsi di recupero, ad esempio, quest’anno ci sono stati i PON dedicati al recupero delle competenze di base: italiano e matematica in prima fila.
Ora, poiché posso affermare con una certa sicurezza che la media di nostri studenti è molto al di sopra del livello di idiozia, mi domando se il problema non stia dall’altra parte, ossia dalla parte di chi insegna, piuttosto che da quella di chi impara.
Certo, se per porre rimedio ad una situazione, si utilizzano gli stessi strumenti rivelatisi inefficaci in precedenza, mi sembra anche ovvio che i risultati siano catastrofici.
E’ come se un medico, vista l’inefficacia di una cura, si ostinasse a proporre al proprio paziente le stesse identiche medicine….
Tra l’altro i compensi per i PON sono stratosferici. Ottanta euro l’ora al pomeriggio per produrre gli stessi guai della mattina non mi sembrano pochi.
Forse è questione di metodo. Ma la scuola è troppo occupata a disfarsi dei giovani insegnanti (più motivati, più pieni di energia, più preparati, più giovani, appunto, ma purtroppo più precari) per pensare al miglioramento degli allievi.
Mi sa che il punto è proprio questo.






